Art Blakey a 20 anni dalla scomparsa
A cura di Franco Fayenz. Da lunedì 15 a venerdì 19 marzo, ore 22.30
Birdland, a cura di Franco Fayenz, dedica un sentito e doveroso omaggio ad Art Blakey, batterista storico del periodo del cosiddetto hard-bop e figura centrale di talent-scout del jazz moderno. Classe 1919, sono Fletcher Henderson, Mary Lou Williams e in seguito Thelonious Monk i suoi principali mentori. Dopo aver suonato con Miles Davis e formato un gruppo chiamato Seventeen Messengers, nel 1954 da vità alla prima versione dei suoi personali Jazz Messengers, sigla che contraddistinguerà tutta la sua carriera fino alla scomparsa nel 1990. Nel corso degli anni sono sfilati nella formazione di Blakey i talenti di musicisti impostisi poi a loro volta come leader: Clifford Brown, Jackie McLean, Lee Morgan, Wayne Shorter, Cedar Walton, Keith Jarrett, più tardi ancora Bobby Watson, Wynton Marsalis, Terence Blanchard e diversi altri.
- Paul Desmond, sassofonista - 13.03.10
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Sassofonista californiano nato nel 1924 e scomparso nel 1977, Paul Desmond è entrato di diritto nella storia del jazz per una sua composizione, quel Take Five che diventò la sigla dello storico quartetto di Dave Brubeck.
Figlio di un organista e pianista accompagnatore di film muti, Desmond imparò a suonare dapprima il clarinetto per optare solo nel 1950 per il sax alto. L’anno successivo è già quello della chiamata di Brubeck e alla sua carriera viene così impressa... - The Pop-Rock Songbook, 3. parte - 05.03.10
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Il repertorio del jazz, accanto alle composizioni originali dei suoi protagonisti, si è alimentato sin dall’inizio con brani dalle più disparate provenienze. Tra queste il rag-time, il blues e poi in particolar modo le songs più popolari tratte dai musicals di Broadway. Standard venne quindi definita una canzone di grande popolarità, condivisa da un vasto pubblico, sulla struttura della quale i jazzisti creavano le loro improvvisazioni. In tempi recenti a rinnovare tale repertorio...
- Little big bands: i gruppi di medie dimensioni - 26.02.10
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L’intera storia del jazz indica che, a metà strada tra le dimensioni sonore opposte dei piccoli combos e quelle orchestrali delle big bands, alcuni dei grandi protagonisti della musica afro-americana hanno spesso percorso vie di mezzo alla ricerca di possibili impasti sonori alternativi.
Claudio Sessa questa settimana ci accompagna in un percorso che da King Oliver e dalle prime piccole orchestre di Duke Ellington passa per Coleman Hawkins, il Miles Davis del periodo...