Paul Chambers morì giovane, a soli 34 anni. Fece però in tempo a segnare la storia del contrabbasso moderno, soprattutto grazie all’apporto che diede ai gruppi di Miles Davis fino ai primi anni ’60. Continuatore della linea interpretativa aperta da Jimmy Blanton (il bassista di Duke Ellington), chambers ha contribuito in maniera determinante all’emancipazione definitiva del suo strumento, da semplice comprimario ritmico di accompagnamento a vero co-protagonista dell’interplay. [MF/CA]
La passione di Jack Bruce per la musica jazz è storia che data dei tempi del college. Narrano le cronache che un giovanissimo John Symon Asher Bruce (in arte Jack) abbandonò la Royal Scottish Academy of Music and Drama proprio perché l'accademia non accettava fra i suoi studenti degli adepti di jazz ("o l'accademia o il jazz", e Jack scelse il jazz). Si parla dei primissimi anni '60. Jack Bruce - contrabbassista - dopo aver lasciato la scuola si imbarca in una tournée italiana...
Ha attraversato da protagonista una delle stagioni fondanti del jazz moderno. Poco più che adolescente abbandonò la profonda provincia americana (Shenandoah, stato dello Iowa), per trasferirsi a Los Angeles e conoscere uno dei suoi eroi musicali, il pianista nero Hampton Hawes. L'anno è il 1956. A Los Angeles Charlie Haden incontra, con Hampton Hawes, una delle generazioni più creative che il jazz abbia mai conosciuto: Art Pepper, Dexter Gordon, Paul Bley, fino al genio di colui...
A vent'anni dalla morte, la musica di Charles Mingus non ha perso nulla della sua immediatezza, della sua voracità, della sua straordinaria forza evocativa. Basta riandare a una qualunque delle sue registrazioni per accorgersi di quanto fosse intensa e vitale la sua nozione di jazz. Se leggendari sono stati i suoi sfoghi d'ira, altrettanto leggendaria era la sua capacità di coinvolgere e trascinare i musicisti dentro il vortice della musica.