Diversamente sapiens
14.03.2010
Il corallo di Darwin e le nuove scoperte sull’evoluzione umana - di Clara Caverzasio Tanzi
(foto Keystone)
Negli ultimi centocinquant´anni la paleoantropologia ha ricostruito la storia delle nostre origini a partire dalla separazione degli esseri umani dalla specie animale più vicina, lo scimpanzé, avvenuta in Africa cinque o sei milioni di anni fa. Una storia che abbiamo sempre concepito come un binario unico, lineare e progressivo, che dallo scimpanzé ha portato fino a noi. In realtà le ultime acquisizioni in questi campi ci raccontano una storia molto più complessa, e tutt’altro che lineare. In cui l’homo sapiens è affiancato da altre specie ‘umane’, altri gruppi ‘diversamente sapiens’.
In ambito scientifico però si riscontra una certa resistenza a considerare l’evoluzione dell’uomo, al pari di altre specie viventi, come un cespuglio fittamente ramificato. Di questo scetticismo, e di come si prefigura l’evoluzione futura degli uomini, ci parla Telmo Pievani, filosofo della scienza dell’Università degli studi di Milano Bicocca, e studioso dei fondamenti della teoria dell’evoluzione.
OSPITE
Telmo PIEVANI, filosofo della scienza dell’Università degli studi di Milano Bicocca, che nelle sue ricerche si occupa della storia del pensiero biologico e della filosofia della biologia, con particolare riguardo ai fondamenti della teoria dell’evoluzione
14.03.2010