Dietro e oltre la pornografia
03.04.2011
Lo sguardo della scienza su uno dei fenomeni più controversi del nostro tempo
Affresco di Wolfgang Rieger, Casa del Centenario, Pompei
(foto Wikipedia)
La pornografia, cioè la raffigurazione esplicita dell’atto sessuale, è un’attività umana antichissima che troviamo già nelle iscrizioni rupestri preistoriche. Non è un caso: ricerche recenti dimostrano che la propensione dell’essere umano a rappresentare soggetti erotici ha cause non solo ormonali ma anche evoluzionistiche. Oggi però, rispetto a un passato in cui tutto sommato il suo consumo era limitato da una diffusione marginale, la pornografia si è fatta pervasiva e onnipresente grazie anche a tecnologie sempre più diffuse e potenti. Da espressione, per qualcuno discutibile, di libertà sessuale, essa è divenuta un fenomeno sociale e commerciale: da un lato a causa dell’evoluzione dei costumi; dall’altro, per mano di un’industria fiorentissima e potente, spinta per questioni di competitività a ricercare contenuti sempre più violenti, e a spostare sempre più “oltre” il confine della trasgressione. Non a caso c’è chi parla di pornificazione della società, tendenza portata alle estreme conseguenze dalla sconcertante facilità con cui chiunque – pensiamo in particolare ai bambini – può oggi accedere a contenuti pornografici anche estremi.
Una tematica complessa e delicata, al centro di controversie non solo culturali ma anche scientifiche. La pornografia – o meglio il suo abuso, che sfocia sempre più spesso in una sorta di cyber-porno dipendenza, soprattutto tra i giovanissimi - può dar luogo a vere e proprie psicopatologie, o a fenomeni di devianza? O invece, come per l’alcool, il problema è l’uso che se ne fa? Nel Giardino di domenica 3 aprile le tesi a confronto di un neuropsichiatra e criminologo, e di un sessuologo che ha studiato a fondo i meccanismi biologici dell’amore, del sesso e della pornografia.
OSPITI
Emmanuele A. JANNINI, Professore in endocrinologia e sessuologia medica e in psicopatologia del comportamento sessuale all'università dell'Aquila, dove ha promosso e coordina il primo corso di laurea in sessuologia in Italia. È segretario generale della Società italiana di andrologia medica
Matteo VILLANOVA, professore di criminologia e neuropsichiatria dell’età evolutiva, direttore del Master in Scienze della Prevenzione primaria e formativo-forensi per l’infanzia e l’adolescenza, presso l’Università di Roma 3
03.04.2011