Cloud computing: il mondo delle nuvole
Il giardino di Albert, 04.03.2012 -
A cura di Clara Caverzasio Tanzi e Fabio Meliciani
di Clara Caverzasio Tanzi e Fabio Meliciani
(foto iStock)
Immaginiamo di doverci spostare in auto, di poter scendere in strada e prendere la prima auto disponibile, senza che serva più averne una, magari ferma in garage: un risparmio in termini energetici, di manutenzione, di efficienza non da poco. Fuor di metafora è quanto succede con il cosiddetto cloud computing, una delle più interessanti emanazioni delle grandi potenzialità offerte dalla Rete, che permette di archiviare e di eseguire i dati, le applicazioni, i software che di solito si trovano nell’hard disk del nostro computer, ‘su nuvole’, in luoghi cioè non ben definiti, a disposizione degli utenti della rete. Basta connettersi a fornitori di servizi, società in grado di offrire software o spazi per archiviazione su richiesta.
Ma se le nuove tecnologie dell’informazione e della computazione da un lato offrono opportunità incredibili, dall’altro però aprono un'enorme quantità di problemi non solo di carattere scientifico-tecnologico, ma anche sociali, legali, e non da ultimo filosofici. Questioni di cui da qualche tempo si occupa la ‘filosofia del computer e dell’informazione’ e l’etica informatica, due nuovi ambiti di ricerca cofondati da Luciano Floridi, dell’Università di Oxford. E di cui ci si occupa anche all’USI di Lugano, alla Facoltà di informatica, uno dei centri di ricerca più importanti in questo campo, impegnato nella ricerca delle soluzioni migliori ai diversi problemi tecnologici sollevati dal cloud computing attraverso la partecipazione a importanti progetti di ricerca internazionali.
OSPITI
Mauro PEZZÈ, decano facoltà di informatica dell’USI,
Luciano FLORIDI, filosofo, docente presso il Dipartimento di scienze computazionali dell’Università di Oxford e dell’Università degli studi di Bari.
Il giardino di Albert, 04.03.2012 -
A cura di Clara Caverzasio Tanzi e Fabio Meliciani