Il chiasso e le balene
21.10.2012
L’inquinamento acustico, una minaccia per l’ecosistema marino - di Clara Caverzasio Tanzi
(foto Keystone)
Come tutti gli ecosistemi, anche quello marino poggia su un delicato equilibrio tra gli organismi che lo popolano. Qualsiasi interferenza può avere conseguenze immediate, e le minacce, purtroppo, sono moltissime: soprattutto quelle causate dall’uomo. Tra le più gravi, anche perché poco tenuta in considerazione, vi è quella dell’inquinamento acustico, un inquinamento poco noto ma molto dannoso per i pesci e gli altri esseri viventi marini. È stato scientificamente provato che rumori troppo forti in mare possono causare forte stress ai pesci, e indurli a modificare il loro comportamento, mettendo a repentaglio la loro stessa vita. È il caso dei mammiferi marini – cetacei, balene e delfini – per i quali il suono è il mezzo primario per conoscere un ambiente, per comunicare e per spostarsi. L’eccesso di rumore sott’acqua, causato da navi, strutture industriali o militari, può disorientarli e portarli a spiaggiarsi – e quindi a morire. È questo uno dei fenomeni studiati dalla bioacustica marina, una nuova disciplina che indaga la grande e insospettata biodiversità sonora dei mari e gli effetti dell’inquinamento acustico sull’ecosistema marino.
Nel Giardino di Albert di domenica 21 ottobre ce ne parla un’esperta in materia: Giuseppa Buscaìno, ricercatrice presso l'Istituto per l'ambiente marino costiero (Iamc) del Cnr in Sicilia.
Quello di domenica però non sarà solo un viaggio nei fondali marini ma anche sui campi di calcio, alla scoperta della Scienza del pallone, titolo di un libro (Zanichelli 2012) curato da un giornalista scientifico, Gianbruno Guerrerio, e dal fisico Nicola Ludwig che sentiremo al microfono di Alessandra Bonzi.
21.10.2012