di Marco Alloni
(foto Wikipedia)
Costantino Kavafis è uno dei più importanti poeti del Novecento. Di famiglia alto-borghese, visse gran parte della sua vita ad Alessandria d'Egitto, che elesse a sua patria adottiva. Autore versatile, classicheggiante, riuscì a coniugare gli stilemi e le tematiche dell'antica poesia ellenica con i piccoli fatti della vita quotidiana: una vita di dandy e di cultore della bellezza. Ossessionato dal fluire del tempo e dalla caducità delle cose, fu un poeta della nostalgia e della disillusione rispetto al trascolorare delle età e della giovinezza. Marco Alloni ne traccia un ritratto, nel Blu come un'arancia di questa settimana, dal quale emergono gli elementi caratterizzanti della sua persona e della sua opera. Erotismo e sensualità si accompagnano al tema del potere e dell'amore verso i disadattati della terra. Senso tragico della morte e dell'inconsistenza della realtà vanno di pari passo con la celebrazione del vitalismo adolescenziale, del piacere sensuale e di quella vita cittadina cosmopolita tipica degli espatriati in Egitto ai principi del secolo scorso. Ne viene il profilo di una figura cupa ma anche ironica, votata alla bellezza ma anche malinconica, intelligentissima ma anche sempre attenta alle minuzie del quotidiano. Un poeta a tutto tondo, la cui leggenda continua ad aleggiare per le strade di Alessandria d'Egitto come quella del "grande vecchio" che rese celebri e immortali le sue strade, i suoi vicoli, i suoi giovinetti e il suo intramontabile fascino.
17.09.2012