domenica, 07 ottobre 2012 ore 23:00 (UTC+1)

Felice Brothers

Il novantaseiesimo clandestino della settimana

In sintesi

  • Clandestini per scelta
  • Domenica 7 ottobre 2012
  • ore 23.00

Leggi

di Corrado Antonini

Qui per metterci nell’atmosfera giusta ci vorrebbero la lenza di Huckleberry Finn o la fionda di Tom Sawyer. Un catfish pescato nelle limacciose acque del Mississippi e un bivacco da qualche parte nel sud del paese. In sottofondo, un vecchio che racconta la storia di Jesse James mettendoci del suo. Avventure di vagabondi e banditi sulle infinite vie d’America.

I fratelli Felice (Ian e James, senza considerare Simone, ormai uscito dalla band) sono originari delle Catskills Mountains, un plateau di alture situate nello stato di New York, a nord della Grande Mela, e a sud-ovest della cittadina di Albany. Terra di violinisti e di suonatori di fisarmonica. Terra di yodel. Figli di un carpentiere di origine italiana, i fratelli Felice hanno iniziato a suonare allietando i barbecue di famiglia, prima di cimentarsi in una carriera di suonatori ambulanti nella metropolitana di New York. Fin qui hanno pubblicato sei dischi: Through these reins and gone nel 2006, Tonight at the Arizona nel 2007, Adventures of the Felice Brothers, vol. 1 sempre nel 2007, The Felice Brothers nel 2008, Yonder is the clock nel 2009, e Celebration, Florida nel 2011. Oltre ai due fratelli Felice della formazione sono pure parte tre vecchi amici d’infanzia: Christmas Clapton, Greg Farley e Dave Turbeville.

Si è parlato, per i Felice Brothers, di una derivazione diretta dalle Basement Tapes di Bob Dylan con la Band di Robbie Robertson. Il sound del gruppo, si dice, rimanda in modo esplicito a quel leggendario disco. Vero, ma bisognerebbe anche aggiungere che la filiazione andrebbe fatta risalire più indietro ancora, almeno fino ai medicine show della metà dell’Ottocento, al vaudeville, alla cosiddetta old time music, alla musica cajun, la jug band music, e per esteso a tutte le tradizioni popolari sviluppatesi su territorio americano nel corso dei decenni, fino ad arrivare alle sinfonie per ferraglia, raucedine e bidoni dell’immondizia di Tom Waits.

Il gruppo ha da poco pubblicato un nuovo disco intitolato God bless you, amigo, una raccolta di registrazioni casalinghe che consiste di otto brani folk tradizionali e dodici canzoni originali presenti da tempo nel repertorio della band ma mai registrate prima su disco. I proventi della vendita di questo nuovo lavoro, stando a quanto leggiamo sulla pagina web dei fratelli Felice, serviranno all’acquisto di una nuova casa viaggiante (quella vecchia, un camper Winnebago col quale hanno girato gli States in lungo e in largo ha, come si dice in gergo, sputato la pallina), e alla realizzazione di un altro disco ancora, stavolta di originali nuovi di pacca.

God bless you, amigo non sarà forse il miglior disco dei Felice Brothers (indirizzatevi piuttosto su Yonder is the clock, a nostro avviso il vero capolavoro), ma rimane un lavoro pregno di un folk suonato con le mani sporche di terra, dove confluiscono gli elementi più diversi della musica popolare d’America. Che sia bianca o nera, rurale o cittadina, la musica dei Felice Brothers ricrea un paesaggio in cui tutto si miscela e confonde. Di qualunque argomento trattino le loro canzoni, esse raccontano la storia di un paese colto in un momento di crisi. Siamo molto lontani dal grido di speranza di uno Springsteen (ricordate Working on a dream, all’epoca dell’elezione di Barack Obama?). L’America cantata dai fratelli Felice pare piuttosto una nazione in ginocchio, abitata da figure che ai sorrisi rassicuranti di Mister Obama oppongono gli stracci che si portano addosso. E se poi dopo l’ascolto del disco vi scoprirete dello sporco sotto le unghie e un graffio sulla faccia, beh, significa che i Felice Brothers hanno fatto dannatamente bene il loro lavoro.

La scaletta della settimana:

- Glass, Cakewalk, da Wired, ed. Hubro (2012)
- Bourgeois blues, Zea & Xavier Charles, da Bourgeois blues, ed. Makkum Records (2012)
- Illusory rendez-vous, Parallel 41, da Faraway close, ed. Baskaru (2012)
- Sail away ladies, Felice Brothers, da God bless you, amigo, autoproduzione (2012)
- There's a riot going on, Monophonics, da In your brain, ed. Ubiquity (2012)

Tutti i clandestini (stagione 2010/2011)

Tutti i clandestini (stagione 2011/2012)

Tutti i clandestini (stagione 2012/2013)

Scrivi al programma

Guarda

Felice Brothers, Her eyes dart round

Clandestini per scelta, 07.10.2012 - A cura di Corrado Antonini

Ascolta

Proprietà audio
Felice Brothers

Clandestini per scelta, 07.10.2012 - A cura di Corrado Antonini

RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR logotipo