Letteratura riciclata
24.02.2010
di Mariarosa Mancuso
William Shakespeare "noto per essersi fatto bello con le penne degli altri"
(foto Keystone)
Prima che il romanticismo intervenisse a dettar legge – originalità, originalità, originalità – gli scrittori rubavano e riscrivevano le storie altrui. Shakespeare era noto per essersi fatto bello con le penne degli altri: nel senso del pavone, ma anche delle trame che perlopiù scopiazzava. Il riciclo di materiali già noti non gli ha impedito di essere il più grande di tutti (così certifica Harold Bloom, sistemandolo sul trono). Le belle storie hanno bisogno di essere riscritte: non è uno spreco inventare ogni volta qualcosa di nuovo? Perché ascoltiamo con piacere le cover musicali, e non proviamo a fare lo stesso con i romanzi? L’editore Marcos y Marcos ha lanciato un concorso e organizzato un convegno, all’insegna della letteratura rinnovabile. Tra i partecipanti, Paolo Nori, Matteo B. Bianchi, Maurizio Matrone.
24.02.2010