Affari di cuore
18.01.2012
a cura di Franco Brevini
La differenza tra la vita e la letteratura sta nel fatto che nei romanzi la gente fa molto l’amore senza concepire bambini. Mentre nella vita si fa poco l’amore, e c’è sempre il rischio di fare un bambino. Questo scriveva David Lodge, romanziere e critico letterario inglese, commentando il suo romanzo È crollato il British Museum: la storia di un giovanotto squattrinato e cattolico, che proprio non può permettersi un altro figlio. E quindi si tormenta. Non sono proprio i tormenti classici dell’amore romantico, ma ogni epoca ha i suoi. E anche l’amore romantico – ricordiamolo – è un’invenzione recente. Denis De Rougemont lo fa risalire a Tristano e Isotta. La letteratura italiana, come sempre, fa caso a parte. Accanto al ritorno al paese – tema prediletto – ci sono gli amori impossibili, gli amori di gioventù, i primi amori. Rare sono le passioni tra adulti. Rara l’attenzione ai corpi. Ma qualcosa c’è. Franco Brevini ha incontrato Paolo Ruffilli, che ha appena pubblicato da Einaudi Affari di cuore. Un libro di poesie che invoca – anche in amore – la lotta al fondamentalismo. E cosa sarà mai l’amore “di secondo grado”?
18.01.2012