martedì, 24 gennaio 2012 ore 16:40 (UTC+1)

Emigrante per diletto

Incontro con Colm Toibin - di Mariarosa Mancuso

In sintesi

  • Geronimo letteratura
  • mercoledi 25 gennaio 2012
  • ore 11:35 (replica ore 00:00)

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Dettaglio copertina "La famiglia vuota"
(foto courtesy Bompiani)

I giovani scrittori americani sognano di scrivere il Grande Romanzo Americano. I giovani scrittori irlandesi devono vedersela con James Joyce e con il suo Ulisse. Roba da far tremare i polsi a chiunque: nessun altra letteratura novecentesca ha un gigante tanto possente con cui fare i conti. Perché se tenti di imitare Joyce non sarai mai all’altezza. Se non tenti di imitarlo, è sicuro che ti accuseranno di non aver tenuto contro della lezione di Joyce. Nella sua ultima raccolta – La famiglia vuota, appena uscito da Bompiani - Colm Toibin sembra dedicare a Joyce il primo racconto (fa da modello “I morti”, nei racconti dublinesi, poi diventato un film diretto da John Huston). Ma subito dopo, dedica un racconto a Henry James, che lo appassiona almeno altrettanto. Forse di più, visto che gli ha dedicato un romanzo intero, The Master. Le altre storie parlano di ritorni a casa – non necessariamente in Irlanda. Colm Toibin ha vissuto a lungo a Barcellona, oltre che negli Stati Uniti, e in Spagna ambienta una storia di immigrati. Altro scenario: un collegio cattolico irlandese, tra uscite a teatro e tentazioni proibite. Mariarosa Mancuso ha incontrato lo scrittore.

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"La famiglia vuota"

courtesy: Bompiani

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Emigrante per diletto - Incontro con Colm Tobin

25.01.2012