Raccontare i reality
12.09.2012
di Mariarosa Mancuso
Dettaglio copertina
(foto Courtesy editore Guanda)
Nel film Reality”Matteo Garrone racconta a suo modo il Grande Fratello. Niente a che vedere con George Orwell. Per chi avesse trascorso gli ultimi anni a rileggere i classici, si tratta di un reality show dove i concorrenti volontariamente vivono 24 ore su 24 sotto gli occhi delle telecamere. È uscito la settimana scorsa Nel nome dello zio, romanzo d’esordio firmato Stefano Piedimonte (esce da Guanda). Anche qui si parla di Grande Fratello. Il protagonista viene addestrato per superare le selezioni e ritrovarsi all’interno della casa. Trattandosi di camorra, non è un divertimento ma una delicata missione da compiere. Per questo il giovanotto viene addestrato: deve conoscere le canzoni di successo, avere un gesto o un tormentone che lo rendono immediatamente riconoscibile (quindi amato dagli spettatori), deve restare nella casa fino a che il compito non sarà eseguito. Camorra grottesca più che tragica, tra sparatorie, inseguimenti, latitanze e riunioni di famiglia. Fanno da colonna sonora le canzoni neomelodiche napoletane.
12.09.2012