Il generale e ex presidente Polacco, ospite di Rete Due
Wojciech Jaruzelski
(foto Reuters)
È uno degli ultimi grandi protagonisti del 900 europeo. L’uomo che mise a segno il colpo di Stato nel 1981 ma che aprì poi il paese alla democrazia nel 1989 intavolando trattative con il sindacato Solidarnosc. Fu quella tavola rotonda a dare il là ai cambiamenti epocali che sfociarono alla fine del 1989 nella caduta del muro di Berlino. Jaruzelski, che è attualmente sotto processo accusato di presunti crimini comunisti, si confida a Roberto Antonini in un’intervista realizzata a Varsavia. Racconta la sua storia, la sua infanzia, la deportazione staliniana, la resistenza anti-nazista, il dopoguerra, la Polonia comunista e gli avvenimenti che portarono alla democrazia. L’ottantaseienne ex leader, che la salute cagionevole tiene al momento lontano dall’aula del tribunale, beneficia di una certa popolarità: la metà dei Polacchi considera che nei suoi confronti vi sia accanimento. E tra chi lo sostiene di fronte alle accuse, promosse dal presidente Kaczyński vi sono anche numerosi ex-nemici di Jaruzelski, oppositori di Solidarnosc, secondo i quali il generale riuscì comunque a salvare la Polonia dall’invasione Sovietica.
11.05.2009