Castelvolturno, il limbo d'Italia
17.03.2010
A cura di Giampaolo Musumeci e Ugo Borga
Strage di Castelvolturno, 18 settembre 2008
Castelvolturno, piazza centrale
Castelvolturno, un concentrato di degrado ambientale ed edilizio, terra di camorra, ha vissuto per decenni una condizione di abbandono per certi versi funzionale agli stessi castellani, i quali hanno saputo convivere con l'enorme massa di immigrati irregolari che in questo piccolo comune senza stato hanno trovato e trovano rifugio, godendo delle stesse deroghe in materia di obblighi e doveri.
Sono 8 mila tra regolari e irregolari gli Africani di Castelvolturno.
Fino a un anno fa, raccontano alcuni commercianti della Domiziana, era possibile guidare senza patente e senza assicurazione, muoversi senza documenti, abitare case senza contratti d'affitto, comprare e vendere droga e donne ad ogni angolo di strada. L'omicidio dei sei ganesi ha spezzato un” incantesimo”, e la cura per qualcuno si è rivelata peggiore della malattia. L'arrivo dell'esercito, i controlli a tappeto delle forze dell'ordine si sono abbattuti prima di tutto sui residenti, senza riuscire a risolvere nemmeno in parte il problema di una delle comunità di irregolari africani più numerosa d'Europa.
Le elezioni di marzo sono dietro l’angolo. Le aspettative sono tante. Nel frattempo, il comune è commissariato per gravi inadempienze nella gestione dei rifiuti.Siamo andati a vedere che cosa è cambiato e cosa forse cambierà in questo lembo d'Africa nel cuore dell'Italia.
17.03.2010