A pieni polmoni
30.07.2010
di Sara Sartori
Bambini e bambine dai 9 ai 14 anni corrono fianco a fianco. Nella foto un gruppo di bambine al via
(foto courtesy www.agenziami.it - Sara Sartori)
A pieni polmoni è la corsa, sia essa per divertimento o per fuga, ma è anche la lotta quotidiana per riconquistare il diritto ad esistere. Siamo in Libano, nei campi profughi nati dalla diaspora che, nel 1948, portò il popolo palestinese a disgregarsi e rifugiarsi nei paesi limitrofi a quella che un tempo era la Palestina. Da allora la vita di centinaia di migliaia di donne, uomini, bambini e anziani è scandita da un unico desiderio, quello di ritornare un giorno alla propria terra. Nel Paese dei cedri, più che altrove, questa sofferenza si somma ad una ferita quotidiana: l’assenza pressoché totale del diritto ad esistere. È a partire da questa consapevolezza che Cooperazione italiana e Uisp, Unione italiana sport per tutti, condividono l’idea di una corsa podistica che attraversi i campi profughi palestinesi, fazzoletti di terra di 1 km quadrato abitati da centinaia di migliaia di persone in condizioni estremamente precarie. Protagonisti di questa avventura chiamata Vivicittà - run for dialogue sono i più piccoli, prime vittime di una realtà distorta, 3500 bambine e bambini provenienti da 12 campi profughi hanno corso contemporaneamente per riprendersi le strade e, con queste, il proprio diritto ad esistere. Dalla linea di partenza di Vivicittà prende il via il racconto degli operatori, degli insegnati, dei bambini del campo di Beddawi e di Nahr el-Bared, distrutto dall'esercito libanese tre anni fa. La gioia della corsa, la vita quotidiana, la mancanza di diritti, la speranza in un futuro migliore, il desiderio di dialogo e integrazione con il popolo libanese e la comunità internazionale. “A pieni polmoni”, di Sara Sartori prodotto da Ami, Agenzia multimediale italiana, ci porta all’incontro di chi, da decenni, senza tregua, rincorre la propria identità sospesa.
Voci di:
Carlo Balestri - responsabile relazioni internazionali Uisp
Filippo Fossati - presidente nazionale Uisp
Ines Kenasi - professoressa di scienze alla scuola Rafani di Nahr el-Bared a Tripoli
Wassim Ibrahim - professore di inglese e allenatore sportivo alla scuola Jenin di Beddawi
Mauro Rozzi - presidente Uisp Reggio Emilia
Alessandra Testoni - responsabile progetti cooperazione italiana nei campi profughi palestinesi
Head Teacher della scuola Majdal al campo profughi di Beddawi
Fadi e Fausi, operatori Unrwa nel campo di Beddawi
Gli studenti dalla scuola secondaria Jenin di Beddawi
Le bambine e i bambini e gli abitanti dei campi di Beddawi e Nahr el Bared
Oversound di Corinna Lo Castro, Jacopo Venturiero e Valerio Perogio
30.07.2010