Detto tra noi, che cos’è l’identità?
23.03.2011
di Duccio Canestrini
(foto courtesy Duccio Canestrini)
Se ne parla molto, ma forse non dovremmo darla per scontata. In che cosa consiste l’identità, sta nei nostri geni, nella nostra storia, o addirittura negli astri? E ancora, abbiamo una sola identità o ne abbiamo tante? Siamo sempre uguali a noi stessi o possiamo cambiare? Sembra che le identità culturali e religiose siano estensioni delle nostre identità individuali. Certo sarebbe strano che una persona cambiasse fisionomia o il carattere a seconda di chi incontra. E così una cultura non muta improvvisamente sotto l’influsso di altre culture, a meno che non sia costretta a farlo. Per contro, nessuna cultura è pura, tutte le identità si formano attraverso il contatto e il confronto con gli altri.
In questa puntata di Laser fanno capolino diverse testimonianze: rapper arrabbiati, cantanti neoromantici, Enzo Jannacci, e un classico del pop-rock psichedelico anni Settanta firmato Supertramp. Ma ascoltiamo anche il ragionamento dell’antropologo Gregory Bateson, autore di una Ecologia della mente, e il delirio di un finto ebreo tratto dal film capolavoro dei fratelli Coen, Il grande Lebowski.
Tutto questo per arrivare a capire che forse dovremmo ripensare i simboli delle nostre appartenenze, e revisionare le nostre idee su chi siamo. Perché a ben vedere ognuno di noi è al contempo sportivo e spettatore, musicista e bricoleur, turista e residente. Le nostre identità, fortunatamente, non sono esclusive, ma sono fluide e plurali. Cercare l’identità soltanto nel passato è ingannevole. La via più interessante, invece, è andarla a cercare nei valori della vita quotidiana. Insomma, le identità sono progetti, non definizioni. Non stanno dietro, ma davanti a noi, nella nostra capacità di rinnovarle ogni giorno. Anche se spesso è ancora una questione di apparenze. Perché contrariamente a quanto recita il detto popolare, l’abito fa il monaco.
23.03.2011