Scene estreme - Incontro con Romeo Castellucci
13.10.2011
Incontro con Romeo Castellucci - di Pierre Lepori
Romeo Castellucci
(foto Keystone)
Alla fine della rappresentazione – durante l’ultimo Festival di Avignone – gli spettatori sono venuti alle mani: una vera e propria rissa scatenata da uno spettacolo dirompente e radicale, l’ultimo lavoro dell’italiano Romeo Castellucci, intitolato “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio” (e ripresentato questa sera nell’ambito della Biennale Teatro, a Venezia). In scena: una gigantografia del Cristo Benedicente di Antonello da Messina, davanti a cui un giovane uomo tenta inutilmente di prestare soccorso al padre morente. L’anziano padre si svuota letteralmente di tutta la sua umanità, disegnando in scena vaste colate di liquido fecale. Gli spettatori sono disgustati, sconvolti, interrogati da questa contrapposizione tra lo sguardo dell’Ecce homo e lo stadio ultimo dell’umana umiliazione. Ma Romeo Castellucci non è un provocatore: il suo spettacolo-performance si vuole piuttosto una riflessione teologica sul destino umano e sulle ragioni del teatro. Il regista romagnolo ce ne parla al microfono di Pierre Lepori.
13.10.2011