giovedì, 19 gennaio 2012 ore 09:00 (UTC+1)

Aspettando la “Primavera”

Marzia Ciamponi e Ebe Giovannini

In sintesi

  • Laser
  • giovedì 18 gennaio 2012
  • ore 09:00 (replica alle ore 22:00)

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Un immigrato siriano con la raffigurazione del presidente siriano Bashar al-Assad durante una manifestazione contro il suo regime
(foto Keystone)

“Dire che una dittatura è morbida è come dire che un cancro sia simpatico...”
Con queste parole Shady Hamady, scrittore e attivista per i diritti umani , definisce il governo del presidente siriano Bashar Al Assad.
Il padre di Shady, Mohammad, nativo di Talkalak,un piccolo villaggio vicino ad Homs, teatro negli ultimi mesi di una cruenta repressione da parte dell’esercito siriano sui manifestanti dell’opposizione, negli anni sessanta era il leader ideologico del partito nazionalista arabo.
Nel 1968 ha dovuto lasciare il suo paese, perseguitato dal regime di allora. Rifugiatosi in Italia, non ha mai abbandonato il sogno di un’unica nazione araba unita. Un sogno condiviso anche da suo figlio.
Pur vivendo all’estero, Shady, ha sempre mantenuto un forte legame con il resto della propria famiglia in Siria.
Una famiglia che, anche a causa del suo lavoro di attivista per i diritti umani, continua a subire quotidianamente ritorsioni da parte dell’esercito di Bashar Al Assad.
Il regime reprime con forza chi si oppone ad esso.
Una testimonianza umana e culturale, quella di Shady Hamadi, che apre uno squarcio significativo sulla Siria di oggi, che ancora sta aspettando la sua “primavera”.

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Aspettando la “Primavera”

19.01.2012