Un tè con Carlo Fruttero
23.01.2012
di Mariarosa Mancuso
Carlo Fruttero
Ricorda Ernesto Ferrero, il direttore della Fiera del libro di Torino che all’Einaudi ha lavorato per decenni: “Di due argomenti non si poteva parlare in casa editrice. Primo, del suicidio di Cesare Pavese. Secondo: di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, che avevano lasciato l’Einaudi per andare a occuparsi di fantascienza alla Mondadori”. Allora fu uno scandalo, vedere due intellettuali che andavano a dirigere una collana con i mostri in copertina. Quando firmarono “La donna della domenica” con i loro nomi uniti da una & commerciale, altre sopracciglia alzate. Quando il romanzo ebbe successo – e scoprimmo che l’americanista Bonetto era modellato su Claudio Gorlier - Fruttero e Lucentini erano considerati “scrittori da bestseller” (per un intellettuale italiano, il massimo dell’insulto). Loro facevano spallucce: avevano abbastanza cultura per seppellirli tutti quanti sotto un mare di citazioni. Dopo la morte di Franco Lucentini, Carlo Fruttero ha scritto “Donne informate sui fatti” (un bellissimo romanzo dove ogni capitolo è scritto in un registro diverso, uno solo di sms). E “Mutandine di chiffon”, sottotitolo “memorie retribuite”. Dopo l’uscita del libro, Mariarosa Mancuso andò a trovare lo scrittore nella sua casa dentro la pineta di Castiglione della Pescaia (dove è ambientato “Enigma in luogo di mare”). Nel Laser di oggi la loro chiacchierata, che Rete Due propone a una settimana dalla morte di Carlo Fruttero.
23.01.2012