mercoledì, 22 febbraio 2012 ore 09:00 (UTC+1)

Il Cesare in carcere dei Taviani

di Marco Zucchi

In sintesi

  • Laser
  • mercoled√¨ 22 febbraio 2012
  • ore 09:00 (replica alle ore 22:35)

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(foto Keystone)

Fare sperimentazione cinematografica e trionfare in un grande festival a più di ottant’anni: si può. Ci sono appena riusciti i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, vincitori pochi giorni fa dell’Orso d’oro a Berlino. Dopo aver incontrato un po’ per caso la realtà del laboratorio teatrale all’interno del carcere di massima sicurezza di Rebibbia, i registi toscani hanno deciso di realizzare un film a metà tra documentario e finzione narrativa, che segue l’allestimento del Giulio Cesare di Shakespeare da parte dei reclusi. In “Cesare deve morire” i protagonisti conservano marcate cadenze dialettali, ma anche analogie caratteriali e comportamentali con le singole personalità criminali dei loro interpreti. Ritirando il premio, i Taviani hanno espresso la speranza “che lo spettatore, vedendo il film, possa dirsi che anche un detenuto condannato all’ergastolo è e resta un uomo”. Il regista teatrale Fabio Cavalli ha iniziato a lavorare con i detenuti di Rebibbia dieci anni fa e ora compare nel film. In carcere dice di aver “ritrovato l’origine stessa del teatro, una comunità che rappresenta se stessa e i propri drammi”. I protagonisti sono in buona parte ergastolani, ma il film mostra anche storie di redenzione, come quella di Salvatore Striano, diventato un vero attore: “non devi avere paura di non essere capito, devi metterci il cuore e l’anima, le parole arrivano anche se sono in dialetto”. “Cesare deve morire”, Orso d’oro alla 62esima Berlinale, è il tema della puntata di Laser di mercoledì 22 febbraio. A cura di Marco Zucchi.

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Il Cesare in carcere dei Taviani

22.02.2012

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