mercoledì, 20 giugno 2012 ore 09:00 (UTC+1)

Viaggio nella New China

di Clara Caverzasio Tanzi

In sintesi

  • Laser
  • da mercoledì 20 a venerdì 22 giugno 2012
  • ore 09:00 (replica alle ore 22:35)

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(foto iStock)

20.06.12 Reportage dal triangolo d’oro del boom economico cinese
A partire da oggi Laser propone un reportage di Clara Caverzasio Tanzi nella Cina del boom economico, nel cosiddetto triangolo d’oro situato nel Sud del grande paese asiatico: da Shanghai a Shenzen, a Guangzhou. Un viaggio in tre tappe nella New China che negli ultimi trent'anni ha corso a tutta velocità verso lo status ormai acquisito di unica potenza in grado di sfidare e sorpassare gli Stati Uniti.
Per secoli gigante contadino, la Cina è diventata non soltanto la 'fabbrica del pianeta', grazie all'immenso serbatoio di manodopera a basso costo, ma anche la seconda? economia del mondo, e si appresta a diventare anche una potenza scientifica mondiale. Grazie alle riforme introdotte nella seconda metà degli anni '70 da Deng Xiao Ping, la Cina è infatti passata in pochi anni dal totalitarismo comunista a un capitalismo di tipo autoritario, con una progressiva liberalizzazione economica che non è stata però accompagnata da aperture rilevanti in ambito politico. Un quarto di secolo di crescita tumultuosa e senza regole che ha di fatto strappato decine di milioni di persone alla miseria e ha candidato con forza il grande paese asiatico a superpotenza mondiale. Ma non è stata una crescita indolore. Fra i più pesanti prezzi da pagare, il disastro ambientale e una disuguaglianza sociale così ampia e crescente da minare la stabilità stessa del Paese.
Per correre ai ripari, nel 2005 il presidente Hu Jintao ha lanciato il progetto di “società armoniosa”, che proclama il cammino verso uno sviluppo equilibrato fra ricchi e poveri, città e campagne, industrie ed ecologia. Insomma: prima lo sviluppo economico - da perseguire a tutti i costi - e poi l'armonizzazione delle sue conseguenze più destabilizzanti.
Luci e ombre di un paese che vive sul filo di enormi contraddizioni, in bilico tra populismo autoritario e legalismo di tradizione imperiale, tra socialismo e capitalismo, tra confucianesimo e consumismo occidentale.

21.06.12 Istruzione e ricerca, il nuovo motore dello sviluppo cinese

Lo straordinario sviluppo economico e commerciale della Cina è visto con crescente timore - misto ad ammirazione - dall’Occidente. La competizione si gioca ormai anche sul terreno dell'istruzione e della ricerca scientifica e tecnologica, in cui il governo cinese sta investendo in maniera esponenziale. La supremazia cinese comincia ad emergere anche nei risultati scolastici: secondo l'ultimo rapporto Pisa, gli studenti delle scuole medie superiori cinesi eccellono rispetto ai coetanei americani ed europei. I 5000 quindicenni di Shanghai hanno superato in matematica, scienze e comprensione scritta tutti gli studenti delle altre 65 nazioni partecipanti al test.
Ma dietro i successi scolastici dei ragazzi cinesi ci sarebbero un metodo educativo basato su disciplina ferrea, studio mnemonico e preparazione ossessiva degli esami, e una cultura dell'autorità in cui l'intera comunità sociale, dai docenti ai genitori, si aspetta dai ragazzi un duro sforzo e un impegno totale nello studio. Un impegno e uno sforzo che però non basteranno a trasformare la Cina da fabbrica del mondo a nazione orientata all'innovazione, come vorrebbe il Piano per lo sviluppo della scienza e della tecnologia 2006-2020; a passare cioè da un'economia manifatturiera a un'economia della conoscenza basata sulla ricerca che esce da istituzioni proprie. I cinesi stessi cominciano ad esserne consapevoli. Ma si trovano davanti a un bivio: di sicuro l'istruzione potrà giocare un ruolo decisivo se il governo - come sempre più in Cina si auspica - consentirà il passaggio progressivo da un sistema educativo passivo e nozionistico a un metodo di insegnamento che stimoli a riflettere, ragionare, esprimere opinioni, proporre soluzioni. Ma il pensiero critico e creativo che inevitabilmente ne scaturirebbe potrebbe segnare la fine del monopolio e del ferreo controllo esercitato dal partito comunista cinese.

22.06.12 La ricchezza della diversità: la collaborazione sino-svizzera
Ormai da tempo la Cina è considerata uno dei paesi prioritari nella strategia internazionale del Consiglio federale in materia di educazione, ricerca e innovazione, e uno dei partner privilegiati nel settore della cooperazione scientifica. Un partenariato che si sta sempre più sviluppando e rafforzando, soprattutto nel quadro del programma SSSTC (Sino-Swiss Science and Technology Cooperation), lanciato nel 2004, che non prevede solo collaborazioni nel campo della ricerca scientifica ma anche una rete di collaborazioni accademico-tecnologico-industriali tra Cina e Svizzera, in particolar modo con il Ticino. Nella terza e ultima parte del réportage dalla Cina proposto da Laser, Clara Caverzasio Tanzi fa il punto su alcune di queste iniziative, come il Master organizzato in collaborazione con alcune università cinesi dalla Supsi, e alcuni progetti di collaborazione in campi diversi, dalla meccanica di precisione in cui la Svizzera è leader mondiale, alle auto elettriche, al trattamento delle acque inquinate, uno dei principali problemi di questo grande paese, dove il 90% delle acque sotterranee urbane è inquinato.

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Reportage dal triangolo d’oro del boom economico cinese (1./3)

20.06.2012

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