Amleto - William Shakespeare
13.08.2012
a cura di Sabrina Faller
William Shakespeare
(foto Keystone)
Amleto è il testo fondante del teatro moderno in Occidente. Ed è anche il testo che apre un secolo nuovo, il Seicento, essendo stato scritto assai probabilmente tra il 1600 e il 1602. Con lui William Shakespeare porta in scena un soggetto nuovo, mai contemplato prima: il dubbio. E quello stesso soggetto ottiene diritto di cittadinanza anche fuori scena, radicandosi nel pensiero dell’uomo. E’ dunque diventato, quello di Amleto, un ‘modo’ di pensare, un atteggiamento della mente, che connota l’uomo moderno e contemporaneo. Non a caso si parla di ‘dubbio amletico’ e si cita frequentemente il suo ‘essere o non essere’: in quel monologo sta, per noi contemporanei, il quid sull’esistenza umana, la domanda delle domande, la consapevolezza che l’uomo stesso è una domanda. Da cui altre domande discendono, sempre vive, sui confini tra ragione e follia, sulle leggi che governano i rapporti umani. Amleto è l’uomo del dopo Rinascimento che vive con angoscia la perdita della centralità umana, così come il mondo copernicano a lui coevo vive con travaglio la novità della perdita della centralità terrestre nell’universo. Amleto è tutto questo e molto di più. Ne parliamo con Nadia Fusini, esperta del grande Bardo e di letteratura inglese, di cui ricordiamo la pubblicazione più recente a riguardo: si intitola “Di vita si muore. Lo spettacolo delle passioni nel teatro di Shakespeare”, Mondadori 2010.
13.08.2012