Lux Rex & Corso
20.09.2012
L’architettura dei cinema - di Cristina Foglia
(foto TiPress)
Avevano nomi mitici e altisonanti: Lux, Apollo, Capitol, Rialto. E architetture audaci che facevano sognare. Sono i vecchi cinema, segni sul territorio che vanno scomparendo e che un fotografo cinefilo, Simon Edelstein, ha immortalato percorrendo la Svizzera fin nelle località più sperdute, là dove ancora sopravvive una sala da cinema, dove un’altra è diventata una libreria o una boutique, oppure regna l’abbandono.
Losanna, Berna, Ginevra, ma anche Chiasso, Airolo o Brissago. Per Edelstein fotografare i cinema è diventata quasi un’ossessione. Ha scattato 25 mila foto in tutto il mondo, immagini che hanno dato vita a molte esposizioni, una nel 2008, durante il festival del film di Locarno. Recentemente, nel volume LUX, REX & CORSO, uscito per le edizioni D’autore Part, ha raccolto gli scatti delle sale svizzere: un modo per fissarne la memoria e per rendere omaggio all’estro e alla fantasia di architetti e artisti ormai scomparsi, come Le Corbusier e Max Bill.
Nell’elenco non poteva mancare il cinema Corso di Lugano, uno dei più brillanti esempi di architettura, tanto da essere considerato “bene di importanza nazionale”. Ma figurano anche il Blenio di Acquarossa o il Mignon di Mendrisio con la sua facciata Liberty, e il Lux di Massagno.
20.09.2012