La solitudine del numero 19
04.10.2012
Premio di giornalismo della Svizzera italiana 2013 - di Roberto Antonini e Alessandro Bertellotti
Peter Jaks con le figlie nel 1997
(foto Keystone)
Peter Jaks nel 2002 con la maglia dello Zurigo
(foto Keystone)
Il 20 marzo 2013 il LASER "La solitudine del numero 19" - curato da Roberto Antonini e Alessandro Bertellotti - è stato insignito del Premio Associazione Ticinese dei Giornalisti (ATG), categoria Radio
Motivazioni
Un efficace e avvincente ricordo della tragica vicenda di Peter Jaks a un anno dal suicidio, che ricostruisce con maestria la carriera, la personalità e la solitudine del grande giocatore di hockey attraverso le voci di amici, familiari, colleghi e persone coinvolte nell'inchiesta. Dalla profondità delle testimonianze attuali e d'archivio emerge un ritratto psicologico convincente e a tutto tondo. Il montaggio è ritmato, ricco di abili rimandi e la costruzione della storia rivela grande professionalità.
All’alba del 5 ottobre del 2011 Peter Jaks metteva fine ai suoi giorni gettandosi sotto un treno nei pressi di Bari, in Puglia. Finiva così, con un gesto estremo, la vita di uno dei più grandi campioni della storia dell’Hockey svizzero. Jaks era scomparso qualche giorno prima dalla sua residenza di Bellinzona senza nessun preavviso. La sua presenza viene segnalata alla vigilia della sua morte a Potenza. Apprensione, incredulità, dolore sono i sentimenti che in quei giorni vivono famigliari e amici. Il documentario indaga una vicenda che ha sconvolto un paese e che ha mostrato quanto spesso sia labile la frontiera tra il successo, la notorietà e il sentimento di sconfitta e di abbandono. Nella parabola del campione emergono fortune, gioie, contraddizioni, limiti che convergono alla fine verso quell’indicibile sentimento che lo ha portato ad andarsene e a dire basta trascinando nel suo dramma, naturalmente, anche famigliari e amici.
Peter Jaks con la maglia dell'Ambrì nel 1983, all'età di 17 anni
Keystone
04.10.2012