Mutazioni del gusto - di Raffaella Barazzoni e Enrico Bianda
(foto Reuters)
Tutti ne abbiamo bisogno per vivere: c’è chi non ne ha a sufficienza, c’è chi ne abusa. Letteratura, arte, cinematografia ne hanno fatto un soggetto molto ricorrente. Da qualsiasi parte la si affronti, la parola “cibo” ci narra qualche cosa di importante. Nutrimento, tradizione, amicizia, malattia, disparità, storia. In questa puntata di Moby Dick si è deciso di situare la discussione tra due estremi: il troppo e il troppo poco, ossia l’abbuffata e il digiuno. Sono i poli entro i quali si collocano emergenze sanitarie quali la “globesity”, (il termine coniato dall’OMS per definire il sovrappeso, e che costituirà l’oggetto di un breve reportage realizzato appositamente in una clinica che esegue interventi di chirurgia bariatrica) e l’anoressia, i fanatici dei fast food e i seguaci dell’ortodossia alimentare, ma anche le grandi disparità nutrizionali tra Nord e Sud del mondo. Con Franco Brevini, docente di letteratura italiana all’università di Bergamo, la filosofa Francesca Rigotti, che al tema del cibo ha dedicato fortunate pubblicazioni, e Cinzia Scaffidi, membro del consiglio internazionale di Slow Food, cercheremo di capire alcuni dei mille significati della parola cibo, tra rituali e buone pratiche.
29.09.2012