di Brigitte Schwarz e Giovanna Riva
(foto Keystone)
Il tempo è stato oggetto di riflessione di vari ambiti del sapere a cominciare dalla filosofia antica: per Platone, il primo a porre gli elementi della riflessione, il tempo “è l’immagine mobile dell’eternità” mentre già Sant’Agostino rileva le difficoltà di darne una definizione: “che cos’è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so, se dovessi spiegarlo a chi me lo dovesse chiedere non sarei in grado di farlo”. Le tradizioni ebraica e cristiana segnano il passaggio del tempo ciclico del mondo classico pagano al tempo lineare racchiuso tra alcune scansioni cronologiche, un inizio e una fine, con il Giudizio universale. Dopo l’allargamento degli orizzonti del mondo conosciuto con le scoperte geografiche e scientifiche dell’età moderna, sarà la fisica nel XX secolo a tentare un approccio più profondo con l’elaborazione della teoria della relatività da parte di Albert Einstein. Negli ultimi secoli la rivoluzione industriale, quella elettrica e quella informatica, la globalizzazione dei mercati, hanno impresso una accelerazione notevole alla nostra percezione del tempo. Con Ruggero Fariello che è stato professore di neurologia alla T. Jefferson University di Filadelfia e direttore del Dipartimento di scienze neurologiche alla Rush University di Chicago prima di fondare diverse imprese farmaceutiche in Europa; la filosofa Lina Bertola, docente di etica all’Istituto universitario federale per la formazione professionale e lo storico Raffaello Ceschi, curatore della monumentale Storia del Cantone Ticino e Storia della Svizzera italiana (editore Libero Casagrande, Bellinzona), cercheremo di indagare le diverse temporalità nel passato e nel presente e i problemi che pongono.
06.10.2012