sabato, 20 ottobre 2012 ore 10:00 (UTC+1)

La ramina bucata

Storia e attualità dei rapporti tra il Ticino e le province lombarde

In sintesi

  • Moby Dick
  • sabato 20 ottobre 2012
  • ore 10:00

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(foto Keystone)

di Raffaella Barazzoni e Orazio Martinetti

“Ramina” è il termine dialettale indicante la rete metallica che segna il confine tra l’Italia e la Svizzera nella fascia meridionale del cantone. “Ramina” è stata a lungo la nostra piccola cortina di ferro, ad un tempo barriera ipersorvegliata e luogo di passaggi clandestini, squarciata da piste battute da contrabbandieri, delinquenti e, in tempi più recenti, da una moltitudine di disperati in cerca di asilo. Per decenni, la frontiera ha funzionato come un filtro, come una chiusa da aprire o chiudere a dipendenza dei cicli congiunturali. Così, dopo la crisi petrolifera degli anni ’70, permise di lasciare a casa alcune migliaia di frontalieri, senza che la società ticinese dovesse sopportarne i contraccolpi. Negli ultimi anni, tuttavia, la politica e l’economia hanno aperto nella ramina numerosi varchi. I Bilaterali hanno reso meno rigido il reclutamento di manodopera e intensificato i transiti tra il Sottoceneri e le province italiane. Oggi i frontalieri hanno abbondantemente oltrepassato le cinquantamila unità, e sono presenti non più solo, come un tempo, nell’edilizia, nella ristorazione e nell’industria, ma anche in settori tradizionalmente occupati dalla forza-lavoro autoctona, come le banche e le assicurazioni, i servizi, l’insegnamento. Tale penetrazione ha scatenato reazioni violente, come la campagna d’affissione dei “balairatt”. D’altro canto, la cooperazione transfrontaliera, avviata negli anni ’90 con l’istituzione della Regio insubrica, segna il passo. Da un punto di vista politico-istituzionale, ma forse anche culturale, la barriera del confine non si è per nulla abbassata; anzi, in certi ambiti si è fatta addirittura più alta. Di questi temi si parlerà a Moby Dick: tra gli ospiti la scrittrice e insegnante Marta Morazzoni; il giornalista e sociologo Lelio De Michelis e il geografo Gian Paolo Torricelli, docente all’Accademia di architettura di Mendrisio.

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La ramina bucata (1./3)

20.10.2012

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