lunedì, 24 settembre 2012 ore 07:56 (UTC+1)

La recensione

I dischi di Valerio Corzani

In sintesi

  • La recensione
  • Da lunedì 24 a venerdì 28 settembre 2012
  • ore 11.00

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James Yorkston

E’ una settimana piena di sorprese e cambi di scena quella che ci attende. Innanzitutto la musicalità austera del contrabbassista Anders Jormin con i suoi canti medievali che medievali non sono (la musica dell’album è tutta sua) e le sue voci femminili che ricordano gli accenti della musica antica e insieme quelli dell’avanguardia jazz di matrice europea.

Ancora una voce femminile a caratterizzare l”Homenaje” di Carmelilla Montoya alla ricca tradizione del flamenco iberico. Musica caratterizzata dalle indicazioni di ballo (bulerìa, rumba, fandangos, seguirilla..) che seguono i titoli e da un approccio reinterpretativo mai truculento, sempre accorto e vigile.

E’ il “taglio” che hanno scelto anche Ambrogio Sparagna e Francesco de Gregori nel congegnare il concerto che sarebbe diventato un disco live – “Vola Vola Vola, Canti popolare e canzoni” - e che aveva in palinsesto tanti capolavori del cantautore romano rivisitati in chiave folk. Un gioco riuscito bene grazie all’afflato di tutti e alla pertinenza degli interventi dell’Orchestra Popolare Italiana guidata da Sparagna.

C’è il folk del proprio paese anche in “Guzo”, album di debutto del giovine pianista etiope Samuel Yirga. Qui il trattamento è più deciso, prorompente. Yirga ha lavorato sulla musica etnica etiope con lo stesso approccio di jazzmen africani degli anni sessanta come Mulatu Astatke e Getatchew Mekurya. Il risultato è un etno-jazz (o meglio ethio-jazz) dalla forte connotazione ritmica e dalla continua fluorescenza timbrica.

Meno effervescente, più rigoroso, ma non emno fertile, il pacchetto di brani contenuto in “I Was a Cat From A Book” di James Yorkston. Cantautore schivo e dalla vita appartata (vive nelle highlands scozzesi, dopo una breve parentesi edimburghese), James Yorkston con quetso nuovo album ritorna al caldo focolare del folk dopo le (misurate) contaminazioni dei lavori più recenti. Lo fa con undici ballate quiete e avvolgenti, con melodie che si insinuano piano nelle orecchie e finiscono per lasciare un segno gentile. Il modo giusto, rilassato e coinvolgente, per chiudere una settimana piena di saliscendi emozionali.

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