martedì, 01 marzo 2011 ore 07:05 (UTC+1)

Un patriota della Cirenaica

di Emilio Gentile

In sintesi

  • Oggi, la storia
  • martedì 1. marzo 2011
  • ore 07:05 (replica alle ore 17:50)

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Omar al-Mukhtar
(foto Keystone)

Fra i sostenitori della rivolta popolare contro il despota libico Gheddafi, vi è il figlio di Omar al-Mukhtar. Negli anni Venti del secolo scorso, Omar al-Mukhtar fu il capo della resistenza araba in Cirenaica contro l’occupazione italiana, acquistandosi fama di guerriero leggendario per il suo coraggio e per la sua dignità. Omar al-Mukhtar apparteneva alla confraternita islamica della Senussia, fondata in Algeria alla fine del Settecento, da un discendente del profeta Maometto, e insediatasi poi in Cirenaica.
Dopo la vittoria dell’Italia sulla Turchia nel 1912, il governo italiano impiegò quasi venti anni per giungere alla completa sottomissione della Libia. Nei primi anni di occupazione coloniale, la confraternita dei Senussi cercò un accordo con il governo italiano per avere una propria autonomia, ma alcuni capi senussi, come Omar al-Mukhtar rifiutarono di sottomettersi. Con l’avvento del fascismo al potere, Mussolini decise di procedere alla “riconquista” totale della colonia, che il generale Rodolfo Graziani, nominato vicegovernatore, realizzò con una spietata repressione militare e con la deportazione forzata della popolazione dalla Cirenaica. Furono oltre centomila le persone deportate e recluse in campi di concentramento, e circa cinquantamila i morti nel corso della repressione e nella prigionia.
A oltre settanta anni, dotato di straordinario carisma e capacità guerriere, Omar al-Mukhatar guidò l’ultima resistenza combattendo in difesa della confraternita senussita e del suo popolo, “fino al sacrificio sereno e consapevole della propria vita”, come ha scritto Luigi Goglia, storico del colonialismo italiano.
“Che tutto il mondo sia testimone che le nostre intenzioni verso il governo italiano sono nobili, che noi non abbiamo altro scopo che quello di rivendicare la nostra libertà”, disse Omar al-Mukhtar nel 1929. E aggiunse: “Noi difendiamo la nostra esistenza e sacrifichiamo il nostro sangue per il riscatto della patria e per il raggiungimento dei fini che ci proponiamo.” Con spirito e per fini non diversi i patrioti italiani del Risorgimento avevano combattuto contro l’oppressione austriaca.
Omar al-Mukhtar fu catturato l’11 settembre 1931, condannato a morte con processo sommario e impiccato il 15 settembre alla presenza di oltre ventimila arabi. Durante il processo, rivendicò con orgoglio di non essersi mai sottomesso al governo italiano, e dopo aver ascoltato la sentenza, disse: ”Da Dio siamo venuti e a Dio dobbiamo tornare.”
Durante una delle sue recenti teatrali visite in Italia, Gheddafi arrivò recando appuntata al petto una fotografia di Omar al-Mukhtar. E’ oggi evidente che di quella pretesa decorazione, il despota di Tripoli non era affatto degno di fregiarsi.

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Un patriota della Cirenaica

01.03.2011

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