mercoledì, 08 febbraio 2012 ore 07:05 (UTC+1)

Jack London, il Giappone e la Cina

di Tommaso Detti

In sintesi

  • Oggi, la storia
  • mercoledì 8 febbraio 2012
  • ore 07:05 (replica alle ore 17:50)

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Jack London, il Giappone e la Cina
(foto Wikipedia)

Poco più di un secolo fa, l'8 febbraio 1904, i giapponesi attaccarono senza preavviso la flotta russa all'ancora a Port Arthur, in Manciuria. La guerra che ne seguì si concluse l'anno dopo con la vittoria del Giappone. Come quel piccolo paese potesse infliggere al grande impero russo una cocente sconfitta è noto: da più di vent'anni il Giappone si era rapidamente industrializzato, divenendo il solo paese extraeuropeo capace di rispondere con successo alla sfida dell'Occidente.
In quegli anni, quando sembrava che niente avrebbe potuto arrestare l'espansione imperialista delle potenze occidentali, la vittoria giapponese del 1904-5 fu il primo chiaro segnale di una inversione di rotta. Mostrò ai popoli coloniali che vincere non era impossibile e favorì lo sviluppo delle loro lotte per l'indipendenza.
La guerra russo-giapponese si era però combattuta nell'estremo Oriente e non ebbe gran risonanza nell'opinione pubblica europea. Quasi nessuno pensò che potesse trattarsi di un importante segnale di cambiamento. In realtà qualcuno che se ne accorse ci fu. Chi fosse lo sanno i lettori di Hugo Pratt perché in un suo racconto ambientato in Manciuria durante quel conflitto Corto Maltese lo incontra: Jack London.
In effetti lo scrittore americano vi partecipò come corrispondente di guerra e prese spunto da quell'esperienza per alcuni scritti molto acuti. London comprese assai bene i motivi della vittoria del Giappone, ma a suo parere il 1904 segnò non solo e non tanto la sua ascesa, quanto quella della Cina, che ne sarebbe stata risvegliata. Industriosi e forti già allora di centinaia di milioni di persone, a suo parere quei popoli avrebbero intrapreso un formidabile sviluppo economico. La Cina, in particolare, si sarebbe emancipata dal Giappone e sarebbe emersa come una grande potenza mondiale.
Su un punto, per fortuna, London si sbagliò: quando in un racconto di fantascienza immaginò che allo sviluppo della Cina l'Occidente avrebbe risposto nel 1976 con una devastante guerra biologica. La morale della storia è semplice: capire che cosa accade nel mondo che ci circonda è importante per evitare che il futuro ci riservi troppe sorprese, ma lo è altrettanto guardarsi da trarne conclusioni avventate.
Un cordiale saluto da Tommaso Detti

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Jack London, il Giappone e la Cina

08.02.2012