Gregorio Magno e la ridefinizione geopolitica europea
03.09.2012
di Simona Boscani Leoni
'San Gregorio ispirato dalla colomba mentre detta allo scriba', miniatura inserita nel codice "Registrum Gregorii", 983, maestro italiano ignoto
Buongiorno a tutti da Simona Boscani Leoni,
Il 3 di settembre oltre a segnare la ripresa delle scuole in molti cantoni svizzeri e in parecchi paesi limitrofi è anche il giorno dedicato, nel calendario della Chiesa cattolica, a san Gregorio Magno, papa tra il 590 e il 604. Gregorio Magno è un personaggio veramente interessante all’interno della storia religiosa, culturale e politica dell’Europa del primo Medioevo. Con la sua attività apostolica e diplomatica, Gregorio cercò di sottrarsi all’influenza politica dell’Impero romano d’Oriente, organizzato intorno alla città di Bisanzio, l’odierna Istanbul, perseguendo piuttosto il consolidamento del ruolo politico e religioso del papato di Roma e privilegiando come interlocutori le nuove entità politiche insediatisi sul suolo europeo in quei secoli, cioè i regni germanici.
Per capire il suo ruolo dobbiamo ricordare quale fosse la cartina geopolitica nel VI secolo. Si tratta di un’epoca contraddistinta da numerosi movimenti di popolazioni e dalla creazione di nuove entità politiche: popolazioni di origine germanica si insediarono in Spagna (i Visigoti), in Francia era in fase di consolidamento il potere dei Franchi, mentre il territorio della vicina Penisola era spezzettato in numerosi regni. I Longobardi, una popolazione di origine ungherese, si erano mossi verso l’Italia, conquistandone vari territori da nord a sud, mentre la Calabria, la Sicilia, la Sardegna, così come la regione intorno alla città di Ravenna erano invece controllate dall’Impero romano d’Oriente. Insomma era un puzzle geopolitico in movimento e dagli equilibri precari quello in cui si trovava ad agire Gregorio Magno sia come uomo di Chiesa, sia come politico. Strategici furono i contatti da lui coltivati coi Visigoti, guidati da re Recaredo, e coi re franchi: un rapporto particolare lo legò alla popolazione longobarda e soprattutto alla regina Teodolinda, artefice della conversione al cristianesimo del suo popolo. La preoccupazione apostolica di Gregorio Magno nei confronti delle popolazioni germaniche è ben documentata anche dalla missione in Inghilterra da parte del monaco Agostino, inviato da Roma a convertire, con successo, gli Anglosassoni.
Gregorio è anche riconosciuto come uno tra gli scrittori più prolifici nell’Italia altomedievale: gran parte della sua opera fu consacrata al commento critico della Bibbia. Più di 800 lettere testimoniano inoltre le relazioni da lui intrattenute con numerose personalità politiche ed ecclesiastiche tra Oriente e Occidente.
Con la sua opera politica e di apostolato Gregorio Magno è stata una delle figure che più hanno contribuito a dare un impulso alla ridefinizione geopolitica e culturale dell’Europa che tanto ha marcato non solo la storia del Medioevo, ma anche la storia attuale di questo continente.
03.09.2012