Giuseppe Saragat
19.09.2012
di Andrea Romano
Giuseppe Saragat tiene un discorso politico
(foto Keystone)
Bentrovati da Andrea Romano.
Oggi è il 19 settembre. E il 19 settembre del 1898 nasceva a Torino Giuseppe Saragat, colui che prima ancora di diventare Presidente della Repubblica Italiana fu protagonista della vita politica come esponente socialista vicino a Turati e Matteotti e poi come fondatore e animatore del partito socialdemocratico. Come sanno i nostri ascoltatori, la scissione dal Partito socialista da cui originò il Partito socialdemocratico si realizzò nel gennaio 1947 a Palazzo Barberini: Saragat guidò una forte pattuglia di esponenti socialisti fuori da un partito (il PSI) a cui rimproverava l'alleanza con un Partito comunista allora solidamente stalinista. Si schierò poi con la Democrazia Cristiana nelle elezioni del 1948 e sostenne tutte le scelte filo-occidentali del periodo (dall'adesione alla Nato all'accettazione del Piano Marshall). Ricordare la nascita di Giuseppe Saragat è anche un'occasione per una breve riflessione sulla socialdemocrazia in Italia. Se il partito di Saragat non ebbe mai grandi fortune elettorali, rimanendo ben sotto la soglia del 10 per cento dei voti, in Italia vi sono stati partiti non socialdemocratici come quello socialista e persino quello comunista che hanno rivendicato la bandiera della socialdemocrazia. Il caso più interessante è certamente quello del PCI, che anche mentre conservava il titolo di partito comunista (come accadde fino al 1990) sosteneva di essere l'incarnazione italiana delle grandi correnti socialdemocratiche europee. Si trattò di una pretesa fantasiosa? Non del tutto, perché effettivamente il PCI sostenne almeno dagli anni Sessanta in avanti la realizzazione di politiche di welfare e di intervento pubblico nell'economia del tutto simili a quelle che erano state realizzate nella Gran Bretagna del governo laburista o nei paesi scandinavi guidati dai socialisti. La differenza fondamentale, tuttavia, era nella conservazione dell'orizzonte comunista come punto di riferimento finale e quasi religioso dell'azione politica del PCI. Fu proprio qui, piuttosto che nella sostanza delle politiche, l'enorme distanza del PCI dalla tradizione socialdemocratica. E anche una delle principali ragioni per cui l'Italia non conobbe mai un grande partito socialdemocratico come quasi tutti i paesi europei.
Un cordiale saluto da Andrea Romano.
19.09.2012