Wedekind scrisse Mine-haha in una prima stesura nel 1895 e lo pubblicò, con sostanziali rimaneggiamenti, sei anni più tardi. In quest'opera, che è considerata il
suo elaborato più coerente e compiuto, tutto è compresso in pochi anni di vita infantile, l'infanzia è ermeticamente racchiusa dalle alte mura di un rigogliosissimo parco, che rende la vita delle bambine che vi sono rinchiuse assolutamente impenetrabile dall'esterno. Nel parco s'impara a conoscere, sviluppare e soprattutto "percepire" il proprio corpo, dedicandosi a meticolosi esercizi di ginnastica, postura e danza. Ad animare le scene d'insieme il regista Claudio Laiso ha chiamato alcune allieve del CTA (Centro Teatro Attivo di Milano), che assieme a Camilla Timpanaro danno vita all'inquietante parco.
Frank Wedekind, scrittore tedesco nato ad Hannover nel 1864, si è formato artisticamente a Zurigo, città in cui venne in contatto con le istanze naturaliste, ben presto rigettate. Zoppo dallinfanzia, iniziò a vivere di espedienti e di sistemazioni ben al di sotto delle sue aspirazioni letterarie (in Svizzera realizzò gli slogan pubblicitari del dado Maggi) e venne in contatto con due elementi fondamentali per la sua opera futura e per Mine-Haha in particolare, cioè il cabaret e il circo. La produzione di Frank Wedekind è difatti fortemente orientata al teatro, ed è contaminata da personaggi ambigui e malati, che si muovono in ambienti oscuri e degradati, oppure lindi e falsamente puri ai limiti dellallucinazione.