Salvatore Veca insegna Filosofia politica all'Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, di cui è vicedirettore. È stato per molto anni presidente della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano. Dal 2009 è presidente del Comitato generale premi della Fondazione internazionale Balzan, un'istituzione italo-svizzera di grande prestigio nel mondo; recentemente è stato nominato componente del Consiglio della Fondazione del Centenario della BSI di Lugano (per il pubblico del Canton Ticino). È autore di molti saggi e volumi che saranno via via analizzati durante i quattro incontri, curati da Antonio Ria. Dai quali emerge che la costante della sua ricerca filosofica può essere sintetizzata nella continua esigenza di mettere in tensione la dimensione della riflessione filosofica (la dimensione descrittiva) con la dimensione normativa, fra scienza quindi e filosofia politica: nella connessine fra l'ambito della politica con l'ambito dell'etica. Un filosofo dunque che ha fatto dell'impegno civile una ragione di vita. Ne è testimonianza la sua più recente e importante opera, "Dizionario minimo. Le parole della filosofia per una convivenza democratica" (pubblicato nel 2009 da Frassinelli), in cui il filosofo italiano espone una lucida interpretazione della sua concezione di libertà democratica, e una riflessione sui principi cardine di una società più giusta. In questo volume sono ripresi i temi dei suoi libri precedenti, come "La società giusta" (1982), in cui vengono esaminati i dilemmi dell'equità e dell'efficienza, i temi dei diritti individuali e dell'utilità collettiva, i nessi fra libertà e uguaglianza; mentre la sua teoria della giustizia sociale approda a un esito maturo con la pubblicazione nel 1990 di "Cittadinanza. Riflessioni filosofiche sull'idea di emancipazione e di "Questioni di giustizia". Le connessioni fra l'ambito dell'etica e della politica vengono affrontate nel volume "Dell'incertezza" (1997), "Tre meditazioni filosofiche" come recita il sottotitolo sul linguaggio e l'interpretazione; su giustizia, libertà e tolleranza; sull'identità e sul significato della vita. Il molteplice rapporto tra filosofia e vita viene infine ripreso in molte sue opere, fra cui "Della lealtà civile" (1998), "La bellezza e gli oppressi" (2002), "La priorità del male e l'offerta filosofica" (2005), "Quattro lezioni sull'idea di incompletezza" (2008). Incontri dunque in cui, oltre a partecipare all'avventura personale e all'impegno civile di Salvatore Veca, emerge una filosofia (e i titoli dei suoi libri lo esplicitano) radicata nell'attualità e nelle molteplici connessioni della ricerca, della libertà, della giustizia, dell'etica, della politica, di cui Veca è un autentico esploratore.