La luce, la radio, i fulmini, la corrente elettrica, i raggi infrarossi, il telefono hanno un fattore in comune: utilizzano le onde elettromagnetiche. Sul nostro pianeta si è evoluta una tecnologia che dipende totalmente dall’elettromagnetismo. E la luce è un vettore fondamentale non solo di energia ma anche di informazione: le stesse cellule del nostro organismo comunicano e si scambiano informazioni attraverso onde elettromagnetiche, i fotoni, di cui la luce è una delle espressioni. Ecco perché conoscere meglio le proprietà della luce – e dunque delle onde elettromagnetiche – o scoprirne di nuove, aprirebbe davvero nuovi scenari. È questo il campo di ricerca di Fabrizio Tamburini, astrofisico e fisico teorico di Padova, il quale, assieme al collega svedese Bo Thidé dell'università di Uppsala, promettono nuovi rivoluzionari utilizzi della vorticità, una proprietà che permette alla luce non solo di propagarsi in maniera retta (di avere cioè, una sua lunghezza d’onda), ma, al contempo, di attorcigliarsi su se stessa (come un 'fusillo' o un 'fotone ubriaco'). Questa proprietà potrebbe cambiare il nostro modo di fare comunicazione (permettendo, per esempio, di trasmettere su una stessa frequenza radio un centinaio di canali), e in prospettiva di imprimere originali sviluppi, fra l’altro, nella diagnostica medica e nella conoscenza dell'universo. Ma la loro scoperta, presentata come rivoluzionaria, è stata contestata da una parte della comunità scientifica, come scopriremo nella puntata del Giardino di Albert di sabato 25 maggio che ospiterà lo stesso Tamburini, definito da più parti il ”nuovo Marconi”, assieme a Julien Perruisseau del Politecnico di Losanna.