Alla (ri)scoperta dei contorni storici, filosofici, teologici e antropologici del Paradiso
(foto iStock)
In dicembre Rete Due propone un calendario dell’avvento sottoforma di (ri)scoperta quotidiana dei contorni storici, filosofici, teologici e antropologici del Paradiso. D’origine persiana, ripreso dalla tradizione ebraica (pardès) e greca (paradeisos) il termine paradiso significa giardino e nel nostro immaginario rinvia all’Eden biblico, il paradiso terrestre. Immagine chiara, positiva, che ci rassicura sulle delizie dell’aldilà per chi ha meritato nella vita terrena. Ma la tradizione ebraico-cristiana non è ovviamente l’unica possibile. Nel Buddismo il Nirvana rinvia all’estinzione del desiderio e della sofferenza, nell’Induismo l’anima eterna vive nel corpo umano, animale, o vegetale e fa solo un breve passaggio nell’aldilà. Superando una visione etnocentrica la serie cerca dunque di portare la nostra curiosità in diverse culture, paesi e epoche. Non tralasciando nei diversi contributi, gli aspetti che legano l’immagine del paradiso e/o dell’aldilà alla letteratura o all’arte figurativa. Esisteva il paradiso nelle epoche preistoriche? Cosa ci dice l’iconografia? E come affrontano le delizie dell’aldilà le cosiddette culture primitive? Interrogativi ai quali la serie prodotta da Roberto Antonini e realizzata da Anna Pianezzola, Brigitte Schwarz e Romano Giuffrida, mira a dare degli assaggi di risposta.