martedì, 20 dicembre 2011 ore 12:20 (UTC+1)

L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà…

di Amalia Mirante

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  • martedì 20 dicembre 2011
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(foto iStock)

Come tradizione vuole, di questi periodi è prassi tirare le somme dell’anno che volge al termine. E di fatti epocali che potrebbero aver cambiato il corso della storia, ce ne sarebbero anche, come primo tra tutti la primavera araba. Anche se, notizie recenti, purtroppo tenderebbero a dimostrarci che non è cambiato molto.
Limitandoci al contesto economico, per capire quali sono le probabilità che le previsioni prossime siano azzeccate, possiamo fare il lavoro contrario, ossia andare a vedere quello che prevedevano per l’anno 2011 i comunicati stampa del dicembre 2010. Prendendo come spunto le analisi del KOF, il Centro di ricerche congiunturale del Politecnico di Zurigo, andiamo a vedere che cosa prevedevano allora e se qualcosa si è avverato.
Facendo parte della categoria degli economisti previsioni-scettici, ho ripreso i documenti di un anno fa e con un po’ stupore mi sono accorta che le prime frasi del documento datato 17 dicembre 2010 dicevano: “Nel 2011, la crisi dell’indebitamento in Europa, l’apprezzamento del franco svizzero che ne dipenderà e il rallentamento della crescita negli Stati Uniti eserciteranno una pressione sull’incremento del PIL che aumenterà solo dello 0.9%”. E che cosa ci dicono oggi i dati più attendibili? Il Prodotto Interno Lordo, dovrebbe chiudere in crescita dello 0.8%.
Tutto ciò nonostante sia vero che effettuando un’analisi un po’ più accurata emergono delle imprecisioni, come per esempio il fatto che il consumo del settore pubblico era ritenuto allora non rilevante, mentre in realtà si è rilevata per la crescita del PIL una componente altrettanto determinante del consumo privato; altra imprecisione risiede nel fatto che nessun istituto avesse previsto un rafforzamento così importante del franco svizzero da necessitare dell’intervento della Banca Nazionale.
Ma senza dilungarci troppo su queste differenze e sulle loro ripercussioni, interroghiamoci ora su quali sono le previsioni per l’anno prossimo. Il titolo del documento di quest’anno non è troppo rassicurante, e tuona: “Stagnazione dell’economia svizzera nel 2012”. Facendo una lettura trasversale, citiamo “Nei due trimestri invernali la Svizzera conoscerà dal punto di vista tecnico, una leggera recessione con dei tassi di crescita negativi del PIL” che tuttavia chiuderà il 2012 con una crescita dello 0.2%. Ma non finisce qui:” le esportazioni, che sono state per diverso tempo fonte di uno sviluppo solido, non dovrebbero più resistere alla pressione del franco forte e alla flessione della domanda estera”. Evidentemente “in virtù delle previsioni di vendita pessimiste, le imprese saranno restie ad investire”, e ciò non farà che contribuire alla “perdita prevista di 13'000 posti di lavoro”.
C’è da dire che se anche questa volta quelli del KOF avranno ragione, non c’è troppo da stare allegri. Anche se, ricordiamoci, per fortuna, che “l’anno che sta arrivando, tra un anno passerà…”

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L'anno che sta arrivando, tra un anno passerà...

20.12.2011

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