L’illusione dello scudo antispread
10.09.2012
di Giovanni Barone-Adesi
(foto Keystone)
I governi italiano e spagnolo sperano che la Banca Centrale Europea acquisti le loro obbligazioni sul mercato secondario. Questo consentirebbe loro di pagare meno sul mercato primario. Questa politica è simile al voler prosciugare l’oceano perché la barca stia a galla. La Banca Centrale Europea è consapevole del rischio che assumerebbe impegnandosi a limitare i tassi d’interesse sulle obbligazioni di alcuni paesi. Perciò insiste che potrà intervenire soltanto se questi paesi procedono a serie riforme, che consentano loro di raggiungere l’equilibrio finanziario. Non è possibile prevedere quando gli investitori torneranno ad avere fiducia in questi paesi, quindi la BCE è riluttante a dettare un’agenda definitiva delle misure da prendere. Certamente c’è poco spazio per inasprimenti fiscali. Il taglio sostanziale della spesa pubblica sembra inevitabile, anche se politicamente difficile.
Molti economisti ritengono pericoloso tagliare la spesa pubblica durante una profonda recessione, ritenendo che questo aggravi la contrazione economica. Tuttavia la risposta alternativa, aumento della spesa pubblica, non è proponibile nei paesi europei che non sono in crisi e si preoccupano maggiormente dell’inflazione. Sembra pertanto che se Italia e Spagna vorranno seguire una politica espansiva dovranno lasciare l’euro. Altrimenti, restando nell’euro, rischiano una depressione profonda. In qualsiasi caso, dovranno ristrutturare la loro economia per avere un ruolo competitivo nella nuova realtà mondiale.
Purtroppo le vicende di questi giorni in Sardegna mostrano la distanza abissale tra la necessità di riforme e la realtà politica. Anche progetti non economici da oltre un secolo sono difficili da abbandonare, perché larghi strati dell’opinione pubblica non apprezzano le necessità dell’economia di mercato e i suoi nessi con l’ Europa.
I politici, messi davanti alla scelta tra abbandono dell’euro e strangolamento economico, scelgono di non fare nulla. Questa inazione politica, mal coperta da un barrage di annunci mediatici privi di conseguenze pratiche, assicura che si continui sulla strada pericolosa intrapresa.
10.09.2012