Incontro con Maurizio Pollini
ReteDueCinque, 23.02.2010 -
A cura di Claudio Ricordi
Maurizio Pollini e il suo rapporto con la scrittura chopiniana
Maurizio Pollini
In questo prezioso documento d'archivio che risale al 13 luglio del 1999, Claudio Ricordi incontra il grande pianista italiano per parlare della sua formazione, dei suoi primi importanti concerti, del premio Chopin a Varsavia, della scrittura pianistica di Chopin e della sua evoluzione nell'interpretare Chopin, dei consigli di Rubinstein e di Benedetti Michelangeli che furono fondamentali per la sua maturazione.
Di Chopin, in particolare, Pollini annota come tutti i grandi interpreti del passato abbiano dato del compositore polacco delle visioni profonde, una prospettiva che contiene tutta la problematicità della sua musica. Ma anche che, col passare del tempo, questi ricordi si depositano nella nostra coscienza e un po' alla volta quasi "evaporano". Bisogna cioè rifare lo stesso cammino già intrapreso da questi grandi interpreti per accostarsi a Chopin, un autore che ha degli elementi di comunicazione estremamente intensa, individuabili nell'inarrivabile scrittura pianistica, nell'invenzione melodica e nel carattere di questi grandi temi chopiniani che si imprime nella memoria con straordinaria facilità ed evidenza.
Pollini conviene nel dire che Chopin è un autore estremamente comunicativo. Ma sottolinea anche che per comprenderlo in profondità e per interpretarlo in maniera adeguata sono necessarie una grande fatica e una grande intensità. Chopin è insomma un autore complesso. Complessa è la sua scrittura armonica; complessa è l'estrema raffinatezza della sua scrittura pianistica; e complesso era l'incessante processo di riscrittura e di perfezionamento al quale Chopin, mai soddisfatto, sottoponeva le sue pagine.
ReteDueCinque, 23.02.2010 -
A cura di Claudio Ricordi