Il sapere scientifico come ponte tra Cina ed Europa
Matteo Ricci a 400 anni dalla morte - di Clara Caverzasio Tanzi
In sintesi
- Il giardino di Albert
- domenica 7 marzo 2010
- ore 10:35 (replica alle ore 22:00)
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Matteo Ricci
(foto Wikipedia)
Il primo scambio consistente tra la cultura europea e quella cinese avvenne per la fede di un missionario partito dalle Marche. Matteo Ricci (Macerata 1552- Pechino 1610), matematico, astronomo, cartografo e letterato di sconfinata erudizione, aveva compreso che solo la conoscenza e il rispetto reciproci avrebbero reso possibili la sua missione e, soprattutto, il dialogo tra la cultura occidentale e quella della Cina. Così, se da un lato ne imparò così bene la lingua, gli usi e i costumi da scrivere in cinese opere considerate tuttora dei capolavori, dall’altro introdusse nella cultura di quel grande paese la geometria euclidea, la geografia e l’astronomia con l'uso del sestante. Grazie alle sue conoscenze scientifiche si conquistò la stima e la fiducia dell’Imperatore e dei cinesi, che ancora oggi rendono onore alla sua tomba, conservata a Pechino. E fece conoscere all’Occidente un paese fino ad allora inaccessibile e pressoché sconosciuto, di cui divulgò la cultura, la filosofia (tradusse in latino alcune opere di Confucio) e anche la medicina.
Ospiti
Filippo MIGNINI, direttore dell’istituto Matteo Ricci e curatore delle opere di Ricci
Giampaolo SALVINI, gesuita, direttore della rivista La Civiltà cattolica,
Marina RISI, Vice presidente della SIPNEI – Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia
