Musica olfattiva
di Marcello Sorce Keller
La radio è una invenzione meravigliosa ed è per giunta una di quelle che ha dimostrato la capacità, la resistenza se volete, di non lasciarsi soppiantare da invenzioni più recenti. È una fortuna, credo, che le nuove tecnologie non sempre rimpiazzino quelle meno nuove. Quando venne inventato l'ascensore, per esempio, non per questo furono abolite le scale; esse ebbero solo una funzione differente da quella avuta in precedenza; e l'automobile non ha nemmeno sostituito del tutto la bicicletta. La radio poi non è stata soppiantata dalla televisione. Il che mostra come tecnologie apparentemente concorrenti, in realtà trovino facilmente modalità di convivenza. La radio, all’inizio della sua storia, come ancora adesso si alimenta di e ci alimenta soprattutto con musica. Mi aiuta quindi a ricordare come la musica sia nella nostra cultura una esperienza passiva di ascolto, mi aiuta a ricordare come essa sia per noi, sostanzialmente, suono organizzato che più o meno costantemente solletica le nostre orecchie. Allora, sapete cosa vi dico, che quando prendo qualche momento di relax e lascio libero il campo alle fantasticherie, mi piace immaginare mondi diversi dal nostro, in cui intelligenze aliene possano avvertire sensazioni per noi inimmaginabili e farne oggetto di cimento artistico. Credo sia lecito concepire un altro pianeta appartenente ad una galassia lontana, dove degli esseri intelligenti non abbiano magari sviluppato alcun uso artistico del suono, ciò che noi chiamiamo musica, e abbiano invece, magari una “musica” costituita da colori, odori, oppure sensazioni tattili. L’idea che possa esistere una musica costituita dai colori dello spettro luminoso, in realtà non è mia, e non è affatto nuova. È noto, per esempio, agli appassionati, che il compositore Alexander Skriabin credeva fosse possibile una musica visiva, animata dai colori dello spettro luminoso. Nel suo Prometeo – Poema del Fuoco, del 1910, prevedeva in partitura un cosiddetto “clavier à lumières”, cioé una tastiera che avrebbe dovuto comandare la diffusione in sala di luci dotate di differente intensità e colore. Così facendo portò alla nostra attenzione una questione niente affatto banale o scontata, quella del rapporto suono/colore. Lasciatemi fare una pausa, lasciatemi concentrare, lasciatemi raccogliere le idee, e ve ne dirò qualcosa.
[Brano musicale]
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