Il cinema esige realismo. Anche quando gli scenari sono fantastici, come nella serie di Harry Potter, si vuole pur sempre che appaiano il più reali possibile. Di questo se ne occupano scenografi e costumisti e, naturalmente, per farlo, ci spendono un sacco di soldi. Il teatro è altra cosa. Consente un certo grado di realismo, ma non è assolutamente indispensabile. A un attore teatrale basta anche solo mettersi in testa una corona di cartone per impersonare credibilmente “Re...
Se non fate il mio mestiere non siete tenuti a sapere che l’idea di “musica popolare” e di “canto popolare”, fa capo ad una letteratura enorme sviluppatasi in oltre duecento anni. Per discutere, con cognizione di causa, di questo concetto questa letteratura bisognerebbe averla almeno campionata – cosa non facile. Così succede spesso che gli studiosi si rifacciano principalmente alla propria tradizione nazionale, col problema che in ognuna di queste il termine “popolare” assume...
Dei Beatles più volte ho parlato alla Rete Due. Essi costituiscono un argomento quasi ineludibile in alcune occasioni. Come parlare di popular music e di rock senza considerare l’enorme impatto che ebbero in questo ambito! Forse però non vi ho mai detto che a me la musica dei Beatles, in realtà, non è mai veramente piaciuta. Scandalizzatevi pure, se volete, ma è così. Non mi piaceva negli anni ’60 quando venne fuori e non mi piace nemmeno adesso. Il mio mestiere, comunque, consiste...
Oggi parlerò di un argomento che a tutta prima sembrerà un po’ inusuale; però ha una sua consistenza e una sua storia: ed è quello dei i musicisti affetti da questa grave menomazione che è la cecità. Vi racconterò delle cose, vi presenterò mie considerazioni e, tra un discorso e l’altro manderò in onda musiche di Marcus Roberts, uno straordinario pianista disgraziatamente afflitto da cecità. Il tema del musicista cieco è antichissimo nella letteratura e si ritrova addirittura...
“Il disdicevole ‘sound’ francese”: così ho voluto intitolare l’emissione di oggi. Ho scelto questo titolo perché vi voglio spiegare come si sia sviluppata nella tradizione occidentale quella che è per me la disdicevole consuetudine di fare musica di volume sonoro sempre più alto. Lo dico con altre parole: nella tradizione occidentale, ormai da molto tempo, la musica non si sussurra, non si bisbiglia, ma si esprime sempre a gran voce, a perdifiato. Se vogliamo vedere come ciò...