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Charles Camilleri, maltese e cosmopolita

di Marcello Sorce Keller
Charles Camilleri

La scorsa settimana vi ho parlato di un compositore maltese (si trattava di John Galea). Oggi persevero, insisto con Malta e vi parlo di un altro compositore maltese che trovo interessante: si chiama Charles Camilleri ed è, se vogliamo, oggi come oggi, il decano dei compositori di questa piccola nazione. In effetti Charles Camilleri fu il primo e influente maestro di John Galea.

Di Charles Camilleri vi parlo oggi, non solo perché mi piace la sua musica, ma anche perché il “caso Camilleri”, tra l’altro, mi consente di tirare ancora una volta fuori dal mio cappello (e che l’avrei fatto ancora l’avevo preannunciato) un considerazione sul declino e tramonto di quelle che nel corso del Novecento si chiamavano “avanguardie”. Man mano che scopro compositori del secolo scorso, oppure del tempo presente, la cui musica per varie ragioni non avevo avuto modo di avvicinare prima, sempre più mi sorprendo di quanto sia stato grande il numero di artisti che completamente hanno ignorato tutto ciò che queste famose “avanguardie” predicavano. Numerosissimi davvero sono stati i compositori che dopo avere ascoltato, studiato, letto, tutto quanto riguardava la musica della Seconda scuola di Vienna, di Darmstadt, di John Cage e via dicendo, poi hanno semplicemente ignorato tutto questo, senza nemmeno scomodarsi a prendere una posizione contraria in modo polemico. Con tutta tranquillità hanno invece continuato a produrre una musica di tradizione che non aveva bisogno di manifesti, di dichiarazioni estetiche, di articoli o libri che la spiegassero. Il sospetto comincia ad insinuarsi nella mia mente che quello che sembrava una volta il fenomeno più vistoso della musica del Novecento, possa essere invece considerato dagli storici di un prossimo futuro, un fenomeno tutto sommato marginale.

Anche Charles Camilleri, che nacque nel 1931, e che quindi da cosmopolita quale lui è, ebbe ogni occasione e ogni forma di contatto con quegli artisti che nel corso del Novecento facevano un po’ scandalo ed erano, forse si potrebbe dire, ossessionati, dall’idea di creare una “nuova musica”; ebbene anche Charles Camilleri non fece e tutt’ora non fa parte di nessuna corrente che possa essere considerata “avanguardistica” o, come ormai si dice, dato che il termine è invecchiato, “contemporanea”.

Un esempio di questo lo trovo per esempio nel suo Concerto no. 1 per pianoforte e orchestra, chiamato Mediterraneo. Si tratta di una composizione che Charles Camilleri scrisse da giovane, che risale in effetti all’immediato dopoguerra, al 1948, e che trent’anni dopo riprese in mano per assoggettarla a qualche revisione. Vi propongo di ascoltare il primo movimento di questo Concerto per pianoforte e orchestra di Charles Camilleri, eseguito da André de Groote al pianoforte, e dalla Bournemouth Symphony Orchestra diretta da Michael Laus.

Ascolta il brano

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