Annessi e connessi
Questi articoli, che per genere e tipo di argomenti sono quasi delle Note in Libertà, se pur senza una colonna sonora, sono comparsi sulla rivista Verifiche - Cultura e politica dell'educazione.
Verifiche
- L'armonium di Sandokan: un elogio del dilettantismo (e del suonar male)
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Emilio Salgari ci fa sapere che Sandokan nel suo rifugio di Mompracem aveva "un armonium di ebano con la tastiera sfregiata..." e che "Yanez... staccata da un chiodo una vecchia mandola si mise a pizzicarne le corde..." (I Pirati di Mompracem). Cosa avranno suonato e come lo avranno suonato? Non lo sapremo mai. Ma una cosa sicura è che Sandokan e Yanez non avevano fatto il conservatorio (quando mai ne avrebbero avuto il tempo!). Erano quindi dilettanti, magari anche...
- Il piccolo mondo della world music
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Che cos’è la “world music”? Una buona domanda, non è vero? Tanto più che se ne sente parlare così tanto in numerose occasioni e poi, naturalmente, nei negozi di dischi si trova sempre una intera rastrelliera dedicata a questo “genere” che vorrebbe essere la fusione di ogni “genere”. Una buona domanda dunque; solo che quando si dice “buona domanda”, quasi sempre si intende che non esiste una vera e propria risposta. In questo caso, invece, non è esattamente così. La risposta...
- (In musica) Siamo tutti conservatori
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È ormai da molto tempo davvero che in musica, si chiede agli artisti (e gli artisti si sentono in dovere) di essere originali e innovatori. Questo lo si può dire anche della pittura, scultura, letteratura, ecc., naturalmente. Ma il caso della musica, forse perché si tratta di una forma di arte il cui uso sociale è estremamente diffuso (e la cui fruizione avviene ovunque, dal concerto al supermercato, allo studio del dentista, al computer, all’iPod, ecc.), forse perché è un’arte...
- Lingue, animali, musica e altro ancora
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Lo dico subito, senza girarci intorno: in ogni persona colta si nasconde un “conservazionista” – semplicemente perché in fatto di cultura tutto merita di essere conservato: ogni artefatto, ma anche ogni comportamento (rituale, religioso, ludico, sonoro, ma anche deviante, criminale, ecc.) testimonia un tempo, un contesto, una mentalità. Tutto è “documento”, tutto è informazione. Ma non è detto che sia facile da conservare. Un paio di calzini di Napoleone, li potremo magari esporre...
- Da Goethe a Topolino (oppure, a vostra scelta: da Topolino a Goethe)
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Credo che uno dei caratteri più affascinanti del fenomeno “cultura”, di ogni cultura degna di questo nome, ovunque localizzata nello spazio o nel tempo, sia quello di essere assai frequentemente e pervicacemente autoreferenziale, perfino “autofaga” se così posso dire. La cultura – in un certo senso – tende ad avvitarsi costantemente su se stessa e riesce a farlo in modo costantemente creativo, conciliando così ciò che sembrerebbe inconciliabile: tradizione e innovazione.
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